
Edizioni Punto Rosso • Pubblicato 2026
Etica della liberazione. Nell’età della globalizzazione e dell’esclusione
Sinossi
Può un’etica pretendere di essere universale quando l’ordine storico che proclama tale universalità esclude dai suoi benefici una parte significativa dell’umanità? Enrique Dussel risponde spostando il punto da cui prende avvio la riflessione morale. In Etica della liberazione nell’età della globalizzazione e dell’esclusione, pubblicata nel 1998, la domanda fondamentale non nasce da un soggetto astratto, ma dalla corporeità vulnerabile di chi soffre la fame, la violenza, il dominio o condizioni che impediscono lo sviluppo della vita.
L’opera si apre con una ricostruzione storica che rifiuta di presentare la tradizione filosofica europea come unico itinerario legittimo della ragione etica. La modernità viene collocata in un sistema-mondo attraversato da rapporti tra centro e periferia, accumulazione ed esclusione. In questa prospettiva Dussel sottopone a esame i grandi sistemi morali moderni: dialoga criticamente con Kant, Rawls, Apel e Habermas, trovando al contempo in Marx, Lévinas e nella teoria critica strumenti per interrogare ciò che le costruzioni formali tendono a lasciare fuori.
La sua proposta articola un’esigenza materiale decisiva: produrre, riprodurre e sviluppare la vita umana in comunità. Questo principio non elimina la necessità dell’argomentazione, della validità intersoggettiva e della fattibilità; esige, al contrario, di riunirle in istituzioni e pratiche capaci di rispondere a bisogni storici concreti. La legittimità di un ordine non può essere valutata soltanto in base alla coerenza delle sue procedure, se i suoi effetti producono vittime.
La seconda parte formula una critica etica dal punto di vista di coloro che sono rimasti esclusi dai consensi vigenti. L’emergere della vittima non costituisce un espediente sentimentale, ma una contestazione razionale e pratica del sistema che naturalizza la sua sofferenza. L’etica si prolunga così in una prassi di liberazione: costruzione di alternative, responsabilità collettiva e trasformazione possibile delle strutture oppressive.
La singolarità del libro consiste nel contendere il significato stesso dell’universale. Di fronte alla pretesa eurocentrica di parlare a nome di tutti, Dussel non abbandona l’universalità; tenta di ricostruirla a partire dalla vita concreta e dalla parola di quanti l’ordine dominante ha relegato ai margini.
Dettagli del libro
- Autore
- Enrique Dussel
- ISBN
- 9788883513237
- Anno
- 2026
- Editore
- Edizioni Punto Rosso
- Paese di pubblicazione
- Italia
- Traduzione
- Antonino Infranca
- Format
- Libro impreso, 674 páginas
- Edition
- Traducción y edición a cargo de Antonino Infranca